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A settembre, con un Falun Gong scomparso dai radar

18-09-2026 16:22

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A settembre, con un Falun Gong scomparso dai radar

La repentina scomparsa dai radar del Falun Gong dopo la ricorrenza del 20 luglio non c'ha più di tanto sorpresi perché, pur prevedendo che i suoi adep

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La repentina scomparsa dai radar del Falun Gong dopo la ricorrenza del 20 luglio non c'ha più di tanto sorpresi perché, pur prevedendo che i suoi adepti si sarebbero dedicati soprattutto alle vacanze, risponde comunque ad una tendenza da tempo accusata dal movimento in Italia. Più volte, infatti, abbiamo parlato del suo graduale declino, sostanziato prima di tutto da una progressiva perdita di visibilità. Si prenda ad esempio il caso di Firenze, dove spesso gli adepti apparivano nei loro presidi dinanzi al Duomo, con tanto di documentazione fotografica subito diffusa in rete: oggi imbattersi in loro è ben più raro. Tuttavia, la storia del Falun Gong è sempre stata molto ondivaga: il suo primo nucleo sorse a Biella, negli Anni ‘90, ma da tempo non ve n'è più traccia. Negli anni successivi ha iniziato a ramificarsi in altre città (Milano, Brescia, Verona, Torino, Firenze, Bologna, Roma, Cagliari, ecc), ma anche là le sue apparizioni hanno conosciuto significative battute d’arresto, in certi casi persino sparendo senza dar più “segni di vita”. Molti di questi nuclei territoriali erano pur sempre legati all'attivismo di poche persona, talvolta di una soltanto, e la loro scomparsa s'addebita unicamente alla loro uscita dal movimento, a cambiamenti nei loro interessi o ancora a trasferimenti in un'altra località. Insomma, come normalmente avviene in gruppi di questo genere, il volontariato è sempre stato un fattore imprescindibile. 

 

Non a caso, dovendo descrivere il Falun Gong, è sempre opportuno parlare di una realtà con una struttura “senza forma”, priva di registri formali dei praticanti e con un'organizzazione molto decentralizzata. Questa struttura è stata il punto di forza e al contempo di debolezza del movimento. Se ne ha enormemente favorito la diffusione nei primi anni, secondo criteri di vera e propria “approssimazione” (bastava in teoria comprare i testi del “Maestro” Li Hongzhi e partecipare, o anche soltanto presenziare e simpatizzare, ai raduni organizzati in questa o in quella città per esibire gli esercizi e fare propaganda), in tempi altrettanto rapidi ne ha causato pure la dispersione. Molti movimenti nati rimasticando insieme dottrine orientali e New Age hanno fatto quella fine, e non sono stati neppure gli unici: dal momento che se ne forma una pletora, all'apparenza davvero indistinguibile, l'adesione di adepti e potenziali tali è soltanto poco più che episodica o temporanea, con molti che addirittura passano con disinvoltura da uno all'altro in un'eterna ricerca della pratica “giusta” finalmente in grado di soddisfare appieno le loro aspettative. Per tale motivo, osservare quegli “adepti di passaggio” ha sempre poca importanza: sono poco più che dei veri o propri “passanti”, “pedoni delle pratiche di auto-coltivazione”.

 

A contare è dunque il “nocciolo duro” del movimento, formato da uno sparuto gruppo di persone (all'incirca una quarantina) sparse a macchia di leopardo nella Penisola, con punte soprattutto in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Gli altri vecchi nuclei risultano in questo computo “dormienti” o comunque assai discontinui. Anche quel nocciolo duro, tuttavia, non appare più solerte e motivato come un tempo. Gli anni passano per tutti, senza dubbio: si perdono energie e così anche le attività in presenza ne risentono. Ma vi sono pure altre regioni, che si legano in parte alla grande crescita della rete e dei social, per molto tempo usati con abilità dai praticanti per diffondere il “verbo” a vaste platee. Oggi un post ben fatto rende molta più visibilità di un semplicemente ritrovo in piazza, con un piccolo gazebo e qualche cartello che la maggior parte del pubblico ignora. L'attività del Falun Gong va dunque ricercata in rete. Già dopo il bando del 1999, il Falun Gong intensificò le sue attività in rete, tantopiù che quest'ultima iniziando a conoscere una sempre maggior espansione. Non a caso, al movimento sono stati attribuiti non pochi casi di pirateria informatica a danno di siti internet soprattutto cinesi: una ritorsione per quella decisione presa da Pechino. 

 

Negli anni, tuttavia, la concentrazione s'è rivolta soprattutto alla creazione e al potenziamento di una vasta rete mediatica, che ha i suoi punti di forza soprattutto in testate come Epoch Times, Vision Times e NTD. In Italia, The Epoch Times fino a poco tempo fa era un giornale amatoriale, dove raramente venivano ospitati pezzi prodotti da autori italiani: per la maggior parte erano infatti articoli ripresi dalle altre edizioni della testata, soprattutto quella in lingua inglese, e tradotti senza troppa cura. Ovviamente, il bacino di lettori era minuscolo. Oggi, invece, anche l'edizione italiana di Epoch Times esce con continui aggiornamenti e una veste grafica decisamente più curata ed accattivante. Anche a livello social, la vecchia pagina del giornale, che pubblicava solo meme e immagini di gattini o cagnolini per “accalappiare” il pubblico più inconsapevole, ha conosciuto una profonda ristrutturazione divendo analoga a quelle di altri quotidiani. I lettori restano comunque pochi: se in passato lo spazio dedicato alle attività del Falun Gong era molto, oggi invece è minore e “nascosto” in rubriche a parte, così da dare al lettore l'impressione d'imbattersi in un giornale conservatore e di destra sovranista filo-trumpiana come tanti altri. L'incremento nel successo è stato modesto e, nel tempo, potrebbe portare i promotori a gettare la spugna o comunque a perdere parte del loro impegno; ma senz'altro almeno in termini grafici e quantitativi per ora un “progresso estetico” c'è stato.

 

Un'altra attività che ha beneficiato di sempre maggiori attenzioni è stata Shen Yun, la compagnia teatrale di cui più volte abbiamo parlato. In Italia, diversamente da Epoch Times che non pare rendere granché, è la principale se non esclusiva fonte economica del movimento. Grazie agli spettacoli nei teatri dove Shen Yun ha potuto calcare il palcoscenico, gli incassi sono stati molto alti, anche se intuibilmente la maggior parte va alla direzione centrale della compagnia a New York, anziché restare alla filiale italiana. Tuttavia, la recente notizia dell'espulsione dal RUNTS dell'associazione che curava l'iscrizione e l'organizzazione di Shen Yun nei teatri italiani potrebbe comportare problemi futuri, ad esempio per la stagione teatrale successiva al 2026/2027. E' possibile che l'associazione abbia fatto ricorso o che i suoi associati ne abbiano fondato un'altra, ma in ogni caso anche questa è un'altra buona ragione del progressivo declino conosciuto dal Falun Gong e da tutte le sue varie branche. Sono noti i problemi giudiziari vissuti da Epoch Times dagli Stati Uniti all'Europa, e del pari quelli della stessa Shen Yun: la progressiva crescita nella consapevolezza e nell'informazione di molta opinione pubblica ha preparato poi il terreno a questi “incidenti”. Non a caso il boicottaggio verso i “gioielli della corona” del Falun Gong, ovvero Epoch Times e soprattutto Shen Yun, appare crescente in tutto l'emisfero occidentale. Il Falun Gong non durerà per sempre, ma la sua sarà senz'altro una lenta e poco eclatante agonia. 

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