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Shen Yun e Codice del Terzo Settore? Forse non stanno bene insieme

26-09-2025 17:00

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Shen Yun e Codice del Terzo Settore? Forse non stanno bene insieme

Da un articolo apparso lo scorso 20 settembre sull'online ParmaPress24, apprendiamo che l'Associazione promotrice degli spettacoli di Shen Yun (la not

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Da un articolo apparso lo scorso 20 settembre sull'online ParmaPress24, apprendiamo che l'Associazione promotrice degli spettacoli di Shen Yun (la nota, anzi famigerata compagnia artistica e teatrale della setta Falun Gong, al centro di numerose vicende giudiziarie tra Europa e Nord America), è stata recentemente cancellata dal Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Detta così, può apparire notizia poco significativa; ma chi ha svolto attività nelle associazioni saprà che quest'ultime, per far parte del RUNTS, devono prima di tutto rispondere a finalità di natura civica, solidaristica o d'utilità sociale, senza pertanto privilegiare l'aspetto commerciale. Non era evidentemente il caso dell'Associazione Il Ponte, che per tale motivo è stata cancellata dal RUNTS “con Decreto Dirigenziale Regione Toscana n. 19322 del 09/09/2025 (Prot. 2025AD021759), pubblicato nella banca dati ufficiale della Regione Toscana” (come da comunicato stesso, pubblicato da ParmaPress24).

 

Sempre secondo lo stesso comunicato, l'Associazione figurava nel RUNTS per effetto della trasmigrazione avvenuta d'ufficio dopo la riforma che negli ultimi anni aveva uniformato le varie categorie degli enti associativi non profit in quella nuova di ETS (Enti di Terzo Settore), iscritti al relativo Registro; ma non aveva sin qui mai presentato la documentazione obbligatoria a confermarvi la presenza, come “informazioni sugli organi sociali, statuto aggiornato, atto costitutivo e bilanci 2021-2024”. Insomma, tutto un insieme di elementi che intuibilmente ne avrebbero denunciato la non conformità ai requisiti del RUNTS stesso. La diffida inviata il 30 luglio non era bastata a smuovere i vertici associativi, rimasti inadempienti, fino alla successiva e definitiva espulsione decretata a settembre. Di conseguenza l'Associazione non potrà più ora qualificarsi come ETS o ODV, pena una sanzione amministrativa come da Art. 91, Co. 3 CTS (Codice del Terzo Settore); e se intenderà continuare ad operare anche al di fuori del RUNTS dovrà in ogni caso devolvergli l'incremento patrimoniale maturato nei vari anni d'iscrizione, come da Artt. 9 e 50 CTS. 

 

Come riportato dall'autrice dell'articolo apparso su ParmaPress24, che elenca alcuni dei teatri italiani dove si sono tenuti gli spettacoli di Shen Yun, i biglietti erano spesso molti costosi; intuibilmente, i proventi dell'Associazione non dovevano essere proprio “minimali”. Anche l'aspetto economico e commerciale incide particolarmente sulla liceità di un'associazione a far parte del RUNTS, proprio perché quest'ultimo, pur non impedendo in toto una simile attività, al tempo stesso non consente che sia la primaria. Un ETS deve destinare i suoi proventi al perseguimento delle sue finalità sociali, con un divieto generale di distribuzione degli utili; di conseguenza, attività commerciali come la vendita di biglietti per eventi di massa (come senza dubbio sono sin qui stati gli spettacoli di Shen Yun) può essere svolta solo se secondaria e strumentale all'attività non commerciale. Insomma, dev'essere “utile alla causa”, ovvero a sostenere le proprie attività sociali: ad esempio una Pro Loco che, con spettacoli e cene al pubblico, finanzia in tal modo la promozione del proprio territorio. Ma se giro d'affari si fa intuibilmente troppo diffuso ed elevato, a causa della vendita in gran numero di biglietti dal prezzo oltretutto assai alto, può allora sorgere il legittimo sospetto che, dietro le benigne sembianze di un'associazione non profit, si celi invece una vera e propria impresa commerciale: che si violi, insomma, il principio della “non lucratività diretta” richiesta proprio dal CTS.

 

Un altro aspetto da considerare, è pure la natura delle iniziative sin qui condotte. La promozione di Shen Yun, con la relativa e stretta correlazione al Falun Gong, ha destato negli anni numerose polemiche, emerse in vari articoli pubblicati dalla stampa ed infine anche in petizioni circolanti in rete, i cui appelli affinché si adottassero i dovuti provvedimenti hanno evidentemente avuto successo (come ad esempio questa, apparsa su Change). Non si poteva certo qualificare idonea, come finalità sociale o culturale, ai principi richiesti per il RUNTS. Non soltanto la promozione di spettacoli che, in alcuni teatri, potevano di volta in volta generare incassi anche di 150mila euro, come riportato dall'autrice dell'articolo; ma anche il farsi promotori di una realtà come Shen Yun che, da varie inchieste e denunce giornalistiche, come già accennato in più occasioni, ha visto i suoi artisti soggetti ad abusi psicologici e pratiche manipolatorie soffocanti. Negli Stati Uniti, ad esempio, Shen Yun è accusata oltre agli abusi emotivi di lavoro forzato e paghe basse, cure mediche negate o ancora di altri gravi contenziosi legali come lo sfruttamento del lavoro minorile o il traffico di esseri umani. Non male, per una compagnia artistica che sempre oltreoceano macina nel frattempo proventi sopra i 50 milioni di dollari. 

 

Oltre ai maltrattamenti sui propri lavoratori, è pure la natura stessa degli spettacoli di Shen Yun ad apparire oltremodo controversa, tesa a veicolare i concetti del Falun Gong con credenze a dir poco ultraconservatrici come l'opposizione alla teoria dell'evoluzione, all'omosessualità o ancora alla scienza e alla medicina moderne, insieme ad una martellante propaganda anticomunista e contro le attuali autorità politiche cinesi. Tant'è che, di là dalla presenza di pubblico, gli spettacoli di Shen Yun hanno comunque destato ogni volta pareri e recensioni a dir poco negative, come infatti ad ogni stagioni di Shen Yun ci siamo premurati di riportare. Se è vero che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace” e che “i gusti son gusti”, è però anche vero che a promuovere in Italia una compagnia “artistica” tanto sui generis non si fa proprio una gran bella figura.

 

Il tempo ci dirà cosa succederà ora, anche perché la stagione 2026 di Shen Yun è in ogni caso già avviata, con alcuni teatri italiani dove si terranno gli spettacoli. Come già detto, un'associazione può tranquillamente operare anche fuori dal RUNTS, ma chiaramente senza più il beneficio delle relative agevolazioni fiscali per gli ETS (come l'esenzione dall'imposta di bollo, l'accesso al 5 per mille o ancora i regimi IVA agevolati), con la conseguenza di dover sottostare ad un regime fiscale ordinario, molto più oneroso. Inoltre, la cancellazione dal RUNTS, con uscita dalle qualifiche come ETS, ODV o APN ed il passaggio ad associazione non riconosciuta, disciplinata non più dal CTS ma dal Codice Civile, comporta il già detto obbligo di devolvere il patrimonio accumulato nel periodo d'iscrizione al Registro, a favore o di un altro ETS o di un fondo per il Terzo Settore, come da Artt. 49 e 50 del D.Lgs. 117/2017. Un'associazione espulsa dal RUNTS può presentare ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) per ottenervi l'eventuale reintegro, o come già detto continuare ad operare nel rispetto del regime giuridico e fiscale ordinario delle associazioni non riconosciute. In futuro, infine, se lo riterrà opportuno, potrà anche tentare una nuova iscrizione al RUNTS.

 

Hanno importanza anche le ricadute reputazionali per quei teatri che qui hanno sin qui ospitato gli eventi di Shen Yun: come sappiamo, la reazione del pubblico non è stata sempre delle più benevole. Spesso gestiti da enti pubblici o da fondazioni con partecipazione pubblica, i vari teatri italiani si vedono oggi chiamati a dover scegliere tra il perseguimento di un successo commerciale, in verità non sempre tanto sfolgorante, e questioni etiche come il sostegno seppur involontario a realtà religiose e politiche a dir poco controverse come Shen Yun e il Falun Gong. Perché oggettivamente se ad una compagnia come Shen Yun si concede l'onore del proprio palcoscenico, il dilemma dell'averle dato, insieme al Falun Gong di cui si fa “voce danzante”, un implicito sostegno od assist appare a quel punto più che fondato e motivato.

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