
Non deve aver trovato molto consenso tra gli ambienti lamaisti e “Free Tibet”, né tantomeno tra molti apostoli delle “libertà religiose” (purché secondo un eurocentrico-occidentecentrico doppio standard: talvolta, quando prendono le difese di gruppi acclaratamente settari come la Chiesa dell'Unificazione, la Chiesa di Dio Onnipotente, il Falun Gong o Shincheonji, e via dicendo, siamo addirittura soliti definirli come “pro-sette”), la recente notizia data dall'autorevole Tibetan Review dell'intronizzazione del sesto Gangchen Tulku Rinpoche, Jamyang Choephel Jampa Gyaltsen, avvenuta lo scorso 15 settembre presso il monastero di Gangchen nella contea di Sakya, nella Regione Autonoma dello Xizang (Tibet, Cina). Un'ulteriore aggravante deriverebbe dal fatto che ciò si svolga nel pieno rispetto delle volontà del predecessore, Lobsang Thubten Trinley Yarphel, che risiedeva in Italia e in modo espresso aveva richiesto che a supervisionare la sua reincarnazione fosse l'undicesimo Panchen Lama, Gyaltsen Norbu, nominato dalla Cina.
Si tratta quindi di un nuovo punto a favore di Pechino, e a danno del vecchio ambiente lamaista rifugiatosi a Dharamsala, in India, dopo la fallita rivolta del 1959 sostenuta da paesi come l'Inghilterra, gli Stati Uniti, l'India e il Nepal. Ma è anche un nuovo punto a favore del culto di Dorje Shugden, a cui il quinto Gangchen Rinpoche era assai devoto, e che invece l'attuale Dalai Lama, Tenzin Gyatso, avversa ritenendolo una divinità maligna e demoniaca, dannosa per la spiritualità e la causa tibetana. La controversia che ne è nata ha fortemente segnato la comunità buddhista internazionale, ma ancor più le comunità più tradizionaliste e storicamente devote alla causa lamaista: basti pensare che anche a Dharamsala, molti fedeli si vedono oggi in difficoltà nel coltivare il culto a Dorje Shugden proprio a causa del ripetuto veto elevato da Tenzyn Gyatso.
Durante la sua esistenza, il quinto Gangchen Tulku Rinpoche aveva incontrato il decimo e l'undicesimo Panchen Erdeni. Ad esempio, durante una visita in Cina nel 2011, aveva incontrato l'undicesimo Panchen Erdeni Chos-kyi rGyal-po a Pechino, affidandogli personalmente la cura della sua reincarnazione, come riportato anche da altre autorevoli fonti come Tibet.cn e Tibet Online. Il quinto Gangchen Rinpoche è venuto a mancare il 18 aprile 2020 a causa della pandemia di Covid. Apparteneva alla scuola Gelug ed aveva fondato la scuola di guarigione NgalSo, dando vita a numerosi centri sparsi nel mondo. L'intronizzazione del suo successore, e prima ancora la supervisione della sua reincarnazione, ha trovato l'accordo dei monaci del monastero e dei fedeli locali, dando prova di quanto le autorità esuli a Dharamsala si trovino oggi a rappresentare una voce del Buddhismo tibetano ben lontana dal potersi realmente definire maggioritaria. Alla cerimonia d'intronizzazione hanno poi convenuto non soltanto importanti maestri buddhisti e rappresentanti dei monaci e delle monache di Shigatse, ma anche numerosi pellegrini e fedeli.
La sezione della Regione Autonoma dello Xizang dell'Associazione Buddhista Cinese ha dato vita ad un comitato direttivo presieduto dall'undicesimo Panchen Erden Gyaltsen Norbu per guidare la ricerca e l'identificazione del bambino reincarnato durante tutto il processo, mentre la città di Shigatse si è aggiunta con un gruppo di ricerca formato dai monaci del monastero di Gangchen e diretto dal Presidente dell'Associazione Buddhista Municipale, Nima Pinguo. Il successore del quinto Ganchen Tulku Rinpoche è stato poi individuato nella contea di Xainza (Shentsta), città di Nangqu (Nangchu), dopo un rituale sorteggio in una ciotola d'argento con tre candidati, e presentato all'Ufficio per gli Affari Religiosi della Regione Autonoma dello Xizang, ricevendo l'approvazione. A quel punto, l'undicesimo Panchen Erdeni Chos-kyi rGyal-po ha proceduto ad officiare la cerimonia di tonsura del bambino, impartendogli i precetti buddisti e conferendogli il nome religioso di Jamyang Choephel Jampa Gyaltsen.
Oltre alle varie autorità dell'universo buddhista tibetano, alla cerimonia d'intronizzazione a Gangchen ha partecipato anche un rappresentante dell'Ufficio per gli Affari Religiosi della Regione Autonoma dello Xizang, dando lettura della dichiarazione ufficiale del riconoscimento e della successione del bambino, sesto Gangchen Tulku Rinpoche. La sezione della Regione Autonoma dello Xizang dell'Associazione Buddhista Cinese ha quindi provveduto al conferimento del titolo di Buddha vivente. Come riportato da Tibetan Review, il processo di reincarnazione è stato pertanto completato con successo, dando dimostrazione della piena attuazione delle politiche del Partito Comunista Cinese in materia di credo religioso secondo quanto previsto dalle “Misure sulla gestione della reincarnazione dei Buddha viventi nel buddismo tibetano”.