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Shen Yun: grane e boicottaggi crescenti, dall'Europa al Nord America

16-12-2025 18:00

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Shen Yun: grane e boicottaggi crescenti, dall'Europa al Nord America

Anche se la grancassa mediatica a favor della stagione 2026 di Shen Yun sembra continuare imperterrita, gli appelli al boicottaggio della discussa com

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Anche se la grancassa mediatica a favor della stagione 2026 di Shen Yun sembra continuare imperterrita, gli appelli al boicottaggio della discussa compagnia artistica legata al Falun Gong nel corso dell'anno non hanno fatto che moltiplicarsi, trovando oltretutto crescenti adesioni. A motivare gli appelli, i gravi e ripetuti scandali che hanno riguardato la compagnia, con varie cause legali che soprattutto negli USA, dove ha il suo cuore pulsante, le hanno comportato profondi danni d'immagine e notevoli rischi finanziari. Alcuni ex performer, come Sun Zan e Chen Qingling, entrati a far parte di Shen Yun da adolescenti, hanno intentato azioni legali accusando l'organizzazione di lavoro minorile forzato: il quadro emerso dalle indagini ha messo in luce una realtà dove ragazzini di 13 anni erano costretti ad orari di 15 ore giornaliere, sei o sette volte a settimana, con salari bassissimi, mai sopra i 500 dollari mensili; a ciò andavano ad assommarsi le condizioni brutali, gli infortuni ignorati e presentati dai superiori come “prove di fede”, l'isolamento dalle famiglie, la manipolazione psicologica e il traffico di esseri umani. Tutte queste indagini, e così le azioni legali, hanno trovato in ripetute inchieste di grandi testate americane come The New York Times e in una class action avviata nel 2024 il loro elemento detonatore.

 

Shen Yun e tutta la struttura del Falun Gong, a cominciare ovviamente dal suo organo ufficiale The Epoch Times, hanno risposto parlando di accuse “infondate e fuorvianti”, chiedendo il rigetto delle cause nello scorso luglio. L'impianto difensivo s'è basato sulla generalizzazione delle accuse rivolte dagli ex collaboratori, gonfiate e strumentalizzate da vari media come The New Times secondo una diabolica strategia guidata addirittura dal PCC (!!!). Shen Yun ha fatto inoltre appello al Primo Emendamento della Costituzione USA, relativo alla protezione delle scuole religiose, presentando in sua difesa anche varie petizioni recanti firme “estorte” a molti suoi dipendenti ed ex dipendenti. Insomma, nonostante il tanto zelo profuso l'impianto difensivo della compagnia non risulta abbastanza convincente per vincere lo scontro con un sempre più vasto movimento d'opinione e men che meno le perplessità delle parti inquirenti e giudicanti, fattesi ormai un'approfondita conoscenza di tutto ciò sia relativo al Falun Gong. Il 2024, per esempio, ha visto gravi scandali finanziari relativi alla società editoriale di The Epoch Times, con un traffico illecito di capitali dagli ulteriori sviluppi nell'anno successivo. Non a caso le indagini federali su tutte queste vicende continuano imperterrite.

 

Sull'onda degli scandali emersi negli USA, sono cresciuti gli appelli al boicottaggio anche in Europa. Nel 2025 si sono viste proteste, petizioni online, cancellazioni e chiamate al boicottaggio dalla Francia alla Germania, dalla Spagna al Belgio, andatesi ad assommare a quelle nel frattempo in atto oltre che negli USA anche in Inghilterra, in Canada e in Australia. Pure nel nostro paese, dove Shen Yun bene o male è sempre stato un fenomeno piuttosto marginale, mai bagnato della medesima popolarità goduta in Nord America o nel resto del Vecchio Continente, le sorprese non sono mancate: è un fatto piuttosto recente, e certo eclatante, quello dell'esclusione dal RUNTS dell'Associazione Il Ponte, curatrice degli eventi di Shen Yun in Italia, sia per inottemperanze alla normativa sul Terzo Settore sia per la forte pressione di alcune petizioni che hanno ricevuto la firma di molti cittadini italiani. In tutti questi paesi Shen Yun, per ammissione delle sue stesse fonti, s'è vista scacciare da importanti teatri dove in passato aveva potuto calcare le scene sempre indisturbata, trovando applausi oggi rimpiazzati da fischi ed invettive. In Italia, per la stagione 2026, gli spettacoli si terranno, in quanto già concordati in numerosi casi; ma non passa inosservato come, pur mantenendo una presenza in alcuni teatri importanti dove è solita esibirsi, in altri casi Shen Yun abbia dovuto ripiegare su alcune piazze minori, teatri in precedenza mai battuti, proprio per compensare la perdita di altri in cui era tradizionalmente di casa. Anche nei social la compagnia non sembra più avere vita facile come un tempo, se consideriamo che nella sua pagina di Facebook i commenti negativi degli utenti vengono sempre tutti puntualmente cancellati per evitare che altri li vedano: e ciò lascia pensare che siano assai più numerosi di quanto potevano esserlo soltanto un anno fa. 

 

Giunti a questo punto, possiamo immaginare come potrebbe replicare qualche sostenitore o simpatizzante di Shen Yun e del Falun Gong: “quei cittadini che si sono mobilitati contro la compagnia, che grado di spirito critico hanno manifestato? Sono persone competenti o gente di poca cultura, magari pure manovrata da qualche potere esterno [ad esempio, il sempiterno PCC, da tutti i pro-sette e ”falundafaisti" visto come la causa di ogni loro insuccesso]?". Ebbene, nelle manifestazioni a Madrid, solo per fare un esempio, vi erano giornalisti, avvocati, o ancora musicisti e critici musicali ed artistici, che non hanno certo tante difficoltà a cogliere la bontà o meno di uno spettacolo; oltre a vari ex adepti del Falun Gong, usciti dalla setta serbandone una ben grata memoria. La più importante e significativa manifestazione aveva, non a caso, come titolo “Il volto nascosto del Falun Gong”: ricordando come, dietro un'immagine apparentemente rassicurante, si nasconda in realtà un gruppo capace solo di stordire e distruggere chiunque ne entri a far parte.

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